Recensione di “Le campane di Times Square”

Cover Nota Le campane di Times Square.jpg

SCHEDA:

Titolo: Le campane di Times Square

Autrice: Amy Lane

Editore: Triskell Edizioni

Collana: Rainbow

Pagine: 206

Prezzo: € 4,99

 

LINK PER L’ACQUISTO: https://www.amazon.it/dp/B06XCLSQ98

 

LA TRAMA (Quarta di copertina):

A ogni vigilia di Capodanno dal 1946, Nate Meyer si avventura da solo a Times Square nel tentativo di udire le fantasmatiche campane che lui e il suo perduto amante dei tempi della guerra giuravano che avrebbero ascoltato insieme. Quest’anno, però, è il nipote Blaine a trascinare Nate per le strade di Manhattan rivelando i suoi segreti al nonno, reso silenzioso da un ictus.

Quando Blaine presenta il suo ragazzo all’amato nonno, non immagina che Nate nasconda un segreto simile. Mentre i tre sopportano il gelido trapasso del vecchio anno, i ricordi riportano Nate indietro nel tempo, a un periodo assai lontano… e a Walter.

Molto tempo addietro, in un’oasi di pace accuratamente costruita nel cuore del tumulto bellico, Nate e Walter avevano creato una casa piena d’amore nel mezzo della violenza e del caos. Ma niente in guerra è permanente, e ora tutto quel che Nate possiede sono i ricordi di un uomo la cui esistenza è sempre stata ignota alla sua famiglia. Insieme alla speranza di udire finalmente le campane che riuniranno tutti, inclusi quegli amanti che nascondono le parti migliori e più sacre dei loro cuori.

 

L’AUTRICE:

Amy Lane: è madre di quattro figli e scrive libri occasionalmente. Quando non sta supplicando i suoi studenti di stare seduti o fa da taxi ai suoi figli per portarli a calcio/danza/karate – oddio! – Potete trovarla a schiacciare pisolini d’emergenza, a fare la spesa, o nascosta in bagno per leggere qualcosa senza essere interrotta. Non la troverete mai a cucinare, pulire o a svolgere faccende domestiche, ma si dice che prepari coi ferri set di emergenza con cappello/coperta/un paio di calzini per qualsiasi occasione o a volte senza motivo. Scrive nella doccia, mentre fa la pendolare, mentre la sua classe fa i compiti o mentre vagabonda per il vicinato di notte, fingendo di fare esercizio fisico, e ha imparato per necessità a farlo veloce come il vento. Vive in una casa infestata dai ragni e fatiscente, in un quartiere scadente, e conta sul suo adorato compagno Mack per tenerla ancorata alla realtà – lui lo fa, e come bonus le tiene sempre il telefono cellulare carico. È sposata da oltre vent’anni e crede ancora nel Vero Amore con la V maiuscola e la A maiuscola, e non vede alcun motivo per cambiare idea.

 

RECENSIONE:

Avete presente l’amore vero? Quello che resiste alla morte e non solo? Quello che può esistere anche senza essere mai ufficialmente vissuto e che spazza via qualsiasi cosa accada nell’intero spazio di una vita terrena?

Preparatevi a commuovervi ma anche a ragionare e a leggere un romanzo con un’ambientazione sicuramente poco avvezza alle storie d’amore che si è soliti immaginare ma d’altra parte, questo non è un romanzo d’amore, come dire… classico? Qui si narra di storie complicate, di una guerra assurda e di discriminazione, di terrore… e cosa di meglio potrebbe esistere, per scaldare e mantenere in vita uomini e donne costretti ad attraversare un periodo storico tanto buio come quello dell’ultimo conflitto mondiale?

“Le campane di Times Square” ci accompagna all’interno degli orrori della guerra e nel profondo dei sentimenti puri e di quelli a cui ci si può adattare, perché fa sentire meglio e può aiutare a integrarsi nel mondo che ci circonda, colmo di pregiudizi con cui confrontarsi e contro cui non sempre si ha abbastanza coraggio per lottare – e l’epoca in cui si svolge la storia non era certo la migliore per fare outing… mi verrebbe da aggiungere che anche oggi, spesso, ancora troppo spesso, non ci siano le condizioni migliori per simili dichiarazioni – ma alla fine, proprio come fa il protagonista di questo romanzo, esiste un motivo per cui si dovrebbe dichiarare ciò che si è e che ci si sente dal momento in cui si nasce?

Perché non vivere semplicemente i sentimenti e portarseli dentro fino alla fine dei giorni terreni e oltre? Semplicemente, si fa per dire ma non aggiungo altro… perché v’invito a leggere il romanzo e a lasciarvene coinvolgere, spero quanto è accaduto a me, dopo un inizio che sembrava stentare a decollare ed è l’unico, piccolo appunto che posso fare all’autrice che ha comunque creato e scritto una storia meravigliosa e colma di sentimenti da cui lasciarsi accarezzare e talvolta schiaffeggiare.

«Nate non riusciva mai a dire quanto Carmen capisse o sospettasse e non aveva mai voluto saperlo. Dicono che i cuori delle donne siano giardini segreti ma è solo perché gli uomini hanno di rado qualcosa da nascondere. Nate tenne nascosto Walter in una stanzetta del suo cuore per quasi settant’anni. Il giardino dentro di lui, in cui andava a trovare il suo amante era rigoglioso e verdeggiante quando il suo nipote preferito lo portò a sentire le campane della vigilia di Capodanno, seguendo una tradizione che era l’ultimo ricordo di un uomo morto e di un mese che nessun altro essere vivente rammentava.»

Con l’augurio che possiate al più presto perdervi anche voi, se già non l’avete fatto, vi lascio alla vostra prossima lettura targata Triskell Edizioni.

 

VOTO 7,5/10

 

CANZONE SCELTA DA ME, PER RAPPRESENTARE QUESTO ROMANZO:

“Senza origine” di Valentina Giovagnini

 

Video: https://www.youtube.com/watch?v=_iw2zo3GzQM

 

Testo:

Balla fino a che pace non c’è

Balla fino a che terra non è

Prendimi così stringimi a te

Gira intorno a me canta con me

Gira intorno a me canta con me

Balla fino a che pace non c’è

Senza origine

da strade e vie tornano in me

le false lacrime dei re

solitudine

che inganno sei che inganno sei

nei giorni miei

Balla fino a che pace non c’è

Balla fino a che terra non è

Prendimi così stringimi a te

Gira intorno a me canta con me

Balla fino a che pace non c’è

Balla fino a che alba non è

Gira intorno a me canta con me

Balla fino a che pace non c’è

Senza origine

tra uomini e no

scivolerò ancora in un deserto al neon

per non essere

straniera mai nemica mai negli occhi tuoi

Piramidi che girano in un gioco di luce

non fermarti mai

in questo rito che tempo non ha

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Scrittrice
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